Jobs Act: un passo avanti

 

“Saranno previste misure specifiche e dedicate per promuovere l'inserimento lavorativo e l'accompagnamento verso l'autonomia dei giovani di etÓ compresa tra i 15 e i 29 anni, destinatari di provvedimenti di allontanamento dalla famiglia d'origine o per altra ragione provenienti da percorsi d'accoglienza, comunitÓ di tipo familiare o famiglie affidatarie”.

╚ questo il contenuto del parere favorevole delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato indirizzate al Governo. Si tratta di un passo avanti importante che rappresenta finalmente una presa di coscienza da parte delle istituzioni nei confronti degli oltre 3.200 ragazzi che ogni anno escono da percorsi di accoglienza. Leggi il comunicato stampa e l’articolo pubblicato su Vita.it

Il risultato raggiunto Ŕ il frutto di un lavoro iniziato mesi fa da Isperantzia Onlus - Federazione Sarda ComunitÓ per Minori, insieme a Terra dei Piccoli Onlus e al Gruppo - #5buoneragioni per accogliere i bambini e i ragazzi che vanno protetti”, promosso dall’Associazione Agevolando, la Fondazione Domus de Luna, il CISMAI, il CNCA, il CNCM, il Progetto Famiglia e SOS Villaggi dei Bambini, che hanno presentato un documento di proposta per l’integrazione lavorativa dei neomaggiorenni provenienti da comunitÓ e case famiglia. Queste 9 organizzazioni, insieme, rappresentano oltre 500 realtÓ della societÓ civile.

Per questi ragazzi che per la legge a 18 anni “sono grandi”, non sussistono meccanismi che promuovano l'integrazione lavorativa e l'accompagnamento verso l'autonomia, si ritrovano catapultati in un mondo che non prende minimamente in considerazione il contesto da cui provengono.

In un momento storico in cui il nostro paese detiene il primato del pi¨ alto tasso di povertÓ infantile in Europa e dove il tasso di disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) Ŕ pari 42,6%, i ragazzi e le ragazze in uscita da percorsi di comunitÓ e casa famiglia sono maggiormente esposti al pericolo di marginalizzazione.

La proposta elaborata nell’ambito dei decreti attuativi del Jobs Act, Ŕ nata dall’esigenza di dare delle risposte e degli aiuti concreti a questi ragazzi, attraverso interventi stabili e sistematici finalizzati all’inclusione lavorativa.

Attraverso i decreti attuativi, all’interno dei diversi ambiti che lo compongono, le proposte presentate riguardano:

  1. l’elaborazione di un sistema integrato di politiche attive del lavoro dedicato ai giovani neomaggiorenni provenienti da strutture di accoglienza, che preveda per le aziende sgravi fiscali all’atto dell’assunzione, oltre che lo sgravio dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di quattro anni dalla data dell’assunzione;
  2. il riconoscimento di tirocini a loro dedicati, in deroga rispetto alle disposizioni delle normative vigenti;

  3. la promozione di buone pratiche presenti sul territorio nazionale con partecipazione contributiva ministeriale al raggiungimento di obiettivi da determinare in maniera specifica per la singola organizzazione e non come standard valido per tutti.  

L’attuazione delle predette proposte, se applicate stabilmente, potrebbero in dieci anni produrre risparmi pari a 150 milioni di euro, derivanti dal reddito da lavoro dei ragazzi e dalla minore necessitÓ di interventi assistenziali diretti e indiretti agli stessi.

Scarica la proposta e la lettera inviata al Premier Renzi.

Per scaricare l’articolo pubblicato nella sezione editoriale della rivista Vita, nel quale si discute e si denuncia la situazione dei minori in situazione di disagio presenti in Italia, clicca qui

 
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